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Bindo Simone Peruzzi La Colombaria e la Firenze della Reggenza

Bindo Simone Peruzzi Patrizio fiorentino, erudito e protagonista della vita culturale del Settecento, Peruzzi (1696-1759) fu animato da una grande curiosità per il passato. Formatosi alla scuola di Anton Maria Salvini e influenzato da Filippo Buonarroti, frequentò le principali accademie fiorentine e si avvicinò anche all’Accademia Etrusca di Cortona, alla quale fu affiliato nel 1728.

Nel 1729 presentò la dissertazione Sopra l’aruspicina toscana, dedicata alle pratiche divinatorie degli Etruschi: per comprenderle, mise a confronto testi antichi e monumenti figurati. L’interesse per il mondo etrusco si legava così al vivace dibattito sull’identità e sulla storia più antica della Toscana.

Ancora più duratura fu la passione per la glittica: gemme, cammei e impronte entrarono nelle sue ricerche e nelle sue collezioni. Peruzzi raccolse inoltre numerose antichità, dando vita a un vero e proprio museo privato. Con il crescere degli incarichi pubblici, dopo la metà degli anni Quaranta, la sua attività antiquaria si fece però più sporadica. (Fig. 1)

Fig. 1: AACFi, ms 14 (già I.I.VII.37, poi 37) Annali LXII-LXV della Società Colombaria Fiorentina, dal 1796 al 1800, c. 19.
Gli Annali riportano le registrazioni fedeli delle adunanze, corredate dei documenti a stampa presentati e discussi dai Soci, con riportata la data della seduta. I documenti superstiti sono rilegati in quattordici volumi e coprono il periodo dal 1757 al 1800. Alcuni furono arricchiti da frontespizi illustrati dal Socio Iacopo Berterini detto il Pavido.

Bindo Simone tra i soci assunse il nome di Domestico, si adoperò affinché i contenuti eruditi delle riunioni venissero trascritti nei primi Annali della Società, avviando la registrazione sistematica degli atti e delle esposizioni di monete, medaglie, manoscritti e reperti. I sunti del Domestico che coprono il periodo 1735-1744 hanno una struttura organizzativa diversa rispetto a quella di Andrea da Verrazzano che ne riflette la diversa formazione culturale (Fig. 2 e Fig. 3).

Fig. 2: AACFi, ms 17 (già I.I.VII.40, poi 40, Spagnesi 17) Sunti del Tarpato, tomo III, c. 9 Stemmi familiari dei Soci della Colombaria.
Fig. 3: AACFi, ms. 15  (già I.I.VII.38, poi 38, Spagnesi 15)Sunti del Tarpato, tomo I, anno 1735, c. 10v
Nome accademico e motto di Bindo Simone Peruzzi Socio Colombario.

Attraverso la Società Colombaria, e grazie a una fitta rete di rapporti con eruditi e intellettuali di tutta Italia, Peruzzi raccoglieva e condivideva notizie, disegni e testimonianze sulle antichità e sulle curiosità del suo tempo (Fig. 4, Fig. 5, Fig. 6 e Fig. 7).

Fig. 4: AACFi, ms 41 Sunti del Domestico, 1735-1737, cc 41v-42.
Fig. 5: AACFi, ms 41, Sunti del Domestico, c. 176.

Dalle ceramiche antiche segnalate dal piacentino Alessandro Giuseppe Chiappini ai ritrovamenti romani comunicati dal cortonese Ridolfino Venuti, le informazioni giungevano a Firenze alimentando il vivace confronto tra i Colombi. Ma Peruzzi non si limitava a trasmettere le notizie altrui: il suo sapere spaziava dalla storia fiorentina ai sigilli, dalle monete alle medaglie, fino alle più diverse curiosità antiquarie.

Fig. 6: AACFi, ms 41, Sunti del Domestico tomo I, c. 207.

Questa varietà di interessi rivela il carattere proteiforme della sua erudizione e lo avvicina ad altri grandi studiosi fiorentini, come Vincenzio Borghini, Carlo Strozzi, Filippo Buonarroti, Antonio Magliabechi e Anton Maria Salvini. Un universo di persone, oggetti e conoscenze che faceva della Colombaria un autentico laboratorio della cultura antiquaria del Settecento.

Fig. 7: AACFi, ms 42 Sunti del Domestico (già I.I.VII.65, poi 65, Spagnesi 42), tomo II, c. 49.

Nel 1737 le spoglie di Galileo furono traslate dalla sepoltura iniziale al nuovo e grandioso sepolcro monumentale (progettato da Giovan Battista Foggini), l’iscrizione originaria troppo enfatica scritta da Vincenzo Viviani fu scartata; fu quindi incaricato Bindo Simone Peruzzi di comporre un testo più neutro e moderato, capace di celebrare lo scienziato senza urtare la censura ecclesiastica.

Fig. 8: AACFi, ms 3 Annale (già I.I.VII.26, poi 26, Spagnesi 3), c. 33 v.

Bindo Simone Peruzzi morì a Firenze il 14 marzo 1759, fino a quel giorno partecipò assiduamente alle attività della Colombaria, negli Annali i Soci diedero notizia della sua scomparsa dopo la lunga malattia (Fig. 8).