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Le origini della Società Colombaria. Personaggi e vicende

La Società Colombaria Fiorentina

La Società Colombaria Fiorentina nacque ufficialmente a Firenze il 15 maggio 1735, dall’iniziativa di sedici letterati che già si riunivano nella libreria di Anton Maria Piazzini, in Via del Corso, per confrontare studi, idee e ricerche. (Ms. 20)

Ms 20, Sunti del Tarpato, Tomo VI, cc. 5 – 6, Elenco dei Soci dal 1735 al 1742.
Ms 20, Sunti del Tarpato, Tomo VI, cc. 5 – 6, Elenco dei Soci dal 1735 al 1742.

Il nome della società deriva dalla colombaia della torre del palazzo dei Pazzi, in Borgo degli Albizzi, messa a disposizione da Giovan Girolamo dei Pazzi. Da questa origine nacque un originale linguaggio accademico: i membri erano chiamati con nomi ispirati ai colombi, le sale delle riunioni erano i “covi” e le “gabbie”, mentre i componimenti poetici erano detti “bacherozzoli”. (Ms. 15)

Ms. 15, Sunti del Tarpato, Tomo I, c. 6, Calendario delle sedute secondo l’era Colombaria.

Dietro questa simbologia giocosa si nascondeva un progetto culturale ambizioso: raccogliere, conservare e condividere la memoria delle “cose vedute”, trasformando le conoscenze individuali in un patrimonio comune. I motti mutuis officiis e quanto veder si può esprimevano proprio i valori della collaborazione e della ricerca. (Ms. 15 e Ms. 18)

Ms. 15, Sunti del Tarpato, Tomo I, c. XVII, Primo stemma della Società Colombaria disegnato da Andrea da Verrazzano.
Ms. 18, Sunti del Tarpato, Tomo IV, c. 227, Resoconto della presentazione del nuovo sigillo ai Soci da parte dell’Adescato nella seduta del 21 settembre 1738.

Fin dalle origini, i soci registrarono negli Annali gli oggetti e le informazioni presentati durante le riunioni: monete, medaglie, bronzi, sigilli, stampe, disegni, manoscritti e reperti antichi. Tra il 1735 e il 1800 furono compilati 37 volumi, con migliaia di testimonianze della vita scientifica, artistica e antiquaria dell’epoca.

La Colombaria divenne presto un importante centro di erudizione e ricerca, attirando studiosi di grande prestigio, tra cui Ludovico Antonio Muratori, ammesso nel 1745. Dalle attività dei suoi membri nacquero o si svilupparono opere fondamentali, come il Museum etruscum di Anton Francesco Gori e gli studi di Richa sulle chiese fiorentine.

La distruzione della sede durante la guerra, nell’agosto 1944, provocò la perdita di gran parte degli Annali: della serie originale furono recuperati soltanto quattordici volumi. Altre testimonianze, tuttavia, sono sopravvissute grazie agli Spogli del Tarpato e agli Spogli del Domestico.

La storia della Colombaria testimonia così la straordinaria fioritura culturale del Settecento fiorentino: in un periodo segnato dal passaggio dalla dinastia dei Medici a quella dei Lorena, la società contribuì a mantenere viva la tradizione di ricerca, memoria e identità culturale della città.