Le origini della Società Colombaria. Personaggi e vicende
La Società Colombaria Fiorentina
La Società Colombaria Fiorentina nacque ufficialmente a Firenze il 15 maggio 1735, dall’iniziativa di sedici letterati che già si riunivano nella libreria di Anton Maria Piazzini, in Via del Corso, per confrontare studi, idee e ricerche. (Ms. 20)


Il nome della società deriva dalla colombaia della torre del palazzo dei Pazzi, in Borgo degli Albizzi, messa a disposizione da Giovan Girolamo dei Pazzi. Da questa origine nacque un originale linguaggio accademico: i membri erano chiamati con nomi ispirati ai colombi, le sale delle riunioni erano i “covi” e le “gabbie”, mentre i componimenti poetici erano detti “bacherozzoli”. (Ms. 15)

Dietro questa simbologia giocosa si nascondeva un progetto culturale ambizioso: raccogliere, conservare e condividere la memoria delle “cose vedute”, trasformando le conoscenze individuali in un patrimonio comune. I motti mutuis officiis e quanto veder si può esprimevano proprio i valori della collaborazione e della ricerca. (Ms. 15 e Ms. 18)


Fin dalle origini, i soci registrarono negli Annali gli oggetti e le informazioni presentati durante le riunioni: monete, medaglie, bronzi, sigilli, stampe, disegni, manoscritti e reperti antichi. Tra il 1735 e il 1800 furono compilati 37 volumi, con migliaia di testimonianze della vita scientifica, artistica e antiquaria dell’epoca.
La Colombaria divenne presto un importante centro di erudizione e ricerca, attirando studiosi di grande prestigio, tra cui Ludovico Antonio Muratori, ammesso nel 1745. Dalle attività dei suoi membri nacquero o si svilupparono opere fondamentali, come il Museum etruscum di Anton Francesco Gori e gli studi di Richa sulle chiese fiorentine.
La distruzione della sede durante la guerra, nell’agosto 1944, provocò la perdita di gran parte degli Annali: della serie originale furono recuperati soltanto quattordici volumi. Altre testimonianze, tuttavia, sono sopravvissute grazie agli Spogli del Tarpato e agli Spogli del Domestico.
La storia della Colombaria testimonia così la straordinaria fioritura culturale del Settecento fiorentino: in un periodo segnato dal passaggio dalla dinastia dei Medici a quella dei Lorena, la società contribuì a mantenere viva la tradizione di ricerca, memoria e identità culturale della città.

