L’archivio raccoglie manoscritti che ripercorrono la storia della Colombaria dalle sue origini attraverso i 14 tomi degli Annali (1756-1800), i Sunti del Tarpato redatti da Andrea Da Verrazzano (1735-1752), i tre volumi con gli Indici del Tarpato, i Sunti del Domestico ovvero Bindo Simone Peruzzi (1735-1744), gli indici dello Spollinato (1735-1750). La documentazione relativa all’Ottocento è totalmente mancante, si conservano invece i documenti di archivio dal primo Novecento in poi anche se con alcune lacune, date dalle distruzioni belliche del 1944 e dall’alluvione del 1966.
All’archivio propriamente detto della Colombaria si associano il Fondo Pandolfini composto da manoscritti e incunaboli acquisiti dai Soci dalla vedova di Giovanni Pandolfini nel 1758. Il Fondo Rivani composto da manoscritti, libri antichi e stampe lasciati dal socio Alessandro Rivani con un legato testamentario nel 1836.
Altri fondi sono prevenuti tramite lasciti nel corso del Novecento, come il Fondo archivistico di Angiolo Procissi, Fondo Annibale Pastore, pervenutoci tramite due accessioni distinte, il fondo Ravà Bonaiuti giunto in Accademia per volontà di Marcella Ravà.
Fondo Procissi
Fondo Pastore
Fondo Pandolfini
Fondo Rivani
Fondo Rodolico
Angiolo Procissi matematico e socio della Colombaria, si concentrò gli studi sull’opera di Galileo e ai suoi scritti in conservati presso la Biblioteca Nazionale di Firenze. Il fondo è composto da appunti, quaderni e libri alla biblioteca, in corso di inventariazione.
Le carte di cui si compone il fondo archivistico Annibale Pastore sono state raccolte e donate dagli eredi in due lasciti distinti. Il primo, depositato negli anni ’70 da C. Mucchi Piccolomini, rappresenta il nucleo principale del percorso lavorativo e intellettuale di Pastore, che si è dispiegato lungo gli anni di docenza universitaria per la cattedra di Filosofia Teoretica di Torino e nell’ambito del coevo dibattito filosofico-scientifico nazionale. Un primo intervento di riordino è stato compiuto da Fabio Bazzani, esclusivamente sui documenti allora presenti in Accademia ed è confluito nella pubblicazione Le carte di Annibale Pastore, edita da Leo S. Olschki nel 1992. Il secondo lascito, donato nel 2012 da Augusto Rossari, nipote di Maria Mucchi Pastore, integra la versatile e sfaccettata produzione manoscritta di Pastore, con carteggi di carattere privato e materiali personali del filosofo. Fondo Annibale Pastore

